Valutazione e libertà di insegnamento: il ruolo dell’INVALSI

Firenze 3 Maggio 2011

Valutazione e libertà di insegnamento: il ruolo dell’INVALSI

Annunci
Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Il TAR del Lazio ha deciso: i tagli degli organici del personale docente della scuola sono illegittimi e la normativa relativa agli organici del personale Ata è di dubbia legittimità costituzionale . Che fare?

Con le sentenze 3250, 3251, 3267, 3268, 3269 e con l’ordinanza 3270 il Tar del Lazio ha dichiarato:

  1. l’illegittimità del decreto interministeriale n. 62 del 6/7/09, con cui sono stati stabiliti i criteri per la determinazione degli organici del personale docente per l’a.s. 2009/10. Difatti il Ministro dell’Istruzione, in base all’art 22 della l. 448/01, avrebbe dovuto anzitutto acquisire il parere delle Commissione parlamentari in merito alla determinazione nazionale degli organici e successivamente, per la ripartizione regionale, il parere della Conferenza Unificata Stato Regioni Enti Locali.
“Nel caso di specie” affermano i giudici del Tar “non sono state sentite le commissioni parlamentari competenti per materia e si è dunque violato l’espresso disposto della norma che ha attribuito e disciplinato il potere. Ciò è sufficiente per accogliere l’annullamento del decreto interministeriale n. 62 del 6 luglio 09”;
b)l’illegittimità del decreto interministeriale n. 55 del 6 /7/10 relativo agli organici del personale docente per l’a.s. 2010/11 per le stesse considerazioni di cui al precedente punto a);
c)l’illegittimità dei decreti sopra indicati rende superfluo l’esame dell’ulteriore profilo di illegittimità pe la mancata acquisizione del parere della Conferenza Unificata; tale esame è superato “dall’effetto demolitorio già assicurato dall’accoglimento del ricorso per vizi procedimentali prima indicati” (mancata acquisizione del parere delle commissioni parlamentari);

d) l’illegittimità dei decreti n 87 e 88 del 15/10 relativi alla revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti professionali e degli istituti tecnici ed anche del decreto interministeriale 1/6/10 , con il quale sono stati ridefiniti gli orari delle II e III classi degli istituti professionali e delle II, III , IV degli istituti tecnici, per l’a.s. 2010/11 “in quanto è stata omessa l’acquisizione del parere del CNPI” che – afferma il Tar – “è un elemento essenziale del procedimento (ex art. 25 del Dlgs n. 297/94)”;

e)l’illegittimità dei decreti 87 e 88 sopra indicati anche perché tale normativa “nel prevedere una indiscriminata riduzione dell’orario su base meramente numerica e percentuale (…) contiene l’implicito risultato di ridurre proprio gli orari delle discipline aventi maggiore caratterizzazione rispetto la qualificazione dei corsi di studio”, mutando unilateralmente l’ambito dei corsi di studio che erano stati prescelti dagli studenti;

f ) la prassi amministrativa di far precedere i provvedimenti relativi agli organici dalle circolari ministeriali può ritenersi legittima solo nella misura in cui si limiti ad una attività preparatoria per consentire una rapida attuazione dei provvedimenti successivamente adottati “senza imporre sacrificio alcuno (neanche provvisorio) ai soggetti in qualche modo toccati dalle norme in fieri”.

Per i giudici del Tar “è evidente che siffatto modus procedendi è ontologicamente incompatibile con azioni preparatorie, che coinvolgono il rapporto di lavoro o il rapporto con gli alunni quando incidono immediatamente sulla sfera giuridica di terzi effetti irreversibili”.

  1. Con l’ordinanza n.2227/11 lo stesso TAR ha ribadito la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 64 del D.L. 112/08 , già sollevata con precedente ordinanza

Che fare?

1 – Le indicazioni del TAR

Il Tar del Lazio non si è limitato a dichiarare l’illegittimità degli organici e degli orari degli istituti tecnici e professionali, ma ha ritenuto di dover fornire alcune opportune indicazioni per una corretta esecuzione delle sentenze.

L’accoglimento delle censure comporta “necessariamente l’obbligo del riesame, da parte dell’amministrazione, delle regole relative al dimensionamento degli organici e degli orari di insegnamento”.

L’Amministrazione scolastica deve pertanto:

    1. rideterminare gli organici del personale docente relativo agli anni scolastici 2009/10 e 2010/11, previo parere delle commissioni parlamentari, del Cnpi (per quanto concerne gli istituti tecnici e professionali) e della Conferenza Unificata per quanto concerne la ripartizione a livello regionale;
    2. provvedere alla ricostruzione delle posizioni dei docenti sulle rispettive graduatorie rispetto a tagli di orari e di organici, prevedendo il riconoscimento di una apposita priorità di reinserimento nelle cattedre oggetto di soppressione dei rispettivi titolari;
    3. favorire gli alunni e le famiglie per eventuali appositi transiti da uno ad un altro istituto, in conseguenza della rimodulazione dell’offerta formativa oppure altre diverse soluzioni per sopperire gli svantaggi conseguenti alle illegittimità determinate.

2 -Il ruolo della politica

Anche se finora la politica scolastica del governo – in mancanza di un’azione politica unitaria – è stata messa in crisi soltanto con le azioni legali – dobbiamo ribadire che le iniziative legali possono aprire varchi e fare emergere contraddizioni che la politica deve efficacemente e tempestivamente governare.

Per la verità da oltre due anni Il Tavolo Toscano per la Difesa della Scuola Statale e l’Associazione Per la Scuola della Repubblica sollecitano un ruolo primario della politica ed in particolare delle istituzioni democratiche; finora ogni appello è rimasto inascoltato. Le Regioni di centro sinistra – che pur avevano il potere di intervenire nel procedimento relativo alla determinazione degli organici – hanno lasciato carta bianca al Ministro e non hanno nemmeno sostenuto i ricorsi promossi da genitori e insegnanti che ora il TAR ha accolto.

A questo punto è determinante il ruolo della politica che finora – salvo poche eccezioni – si è limitata a rituali proteste e poco più (è singolare che le opposizioni parlamentari non abbiano mai protestato per l’omesso richiesta del parere delle commissioni parlamentari previsto dall’art. 22 della l. 448/01). E’ necessario che la politica

  1. impedisca l’attuazione della circolare ministeriale n. 21 del 14/3/11, che ripropone lo stesso percorso che il Tar ha dichiarato illegittimo.
  2. favorisca il ripristino, secondo le indicazioni del Tar, dei diritti violati e l’effetto dei provvedimenti dichiarati illegittimi;

Ma soprattutto è necessario, se si vuole sconfiggere questa politica scolastica governativa, mettersi insieme : istituzioni democratiche, partiti politici, organizzazioni sindacali e comitati di genitori e di lavoratori della scuola.Sarebbe auspicabile cogliere l’occasione dello sciopero generale del 6 maggio per avviare un primo incontro e definire una piattaforma minima, ma unitaria e concreta: blocco dei tagli alla spesa per la scuola, a cominciare dal ritiro della circolare n. 21 del 14 marzo; avvio alla stabilizzazione dei precari e salvaguardia delle prerogative degli organi collegiali. Sarà possibile? Noi riteniamo che sia indispensabile; se tale schieramento unitario non si realizzasse subito, dovremmo sentirci tutti responsabili e rassegnarci agli interventi più o meno autoritari del governo (un decreto legge, che sana tutte le illegittimità rilevate dal Tar).

Proponiamo quindi immediate riunioni a livello di coordinamento regionale per preparare anche un incontro a livello nazionale, possibilmente nello stesso giorno dello sciopero generale.

3 -Il ruolo delle istituzioni (Enti locali e Regioni)

Nella circolare n. 21/11 si afferma più volte che “gli interventi relativi alla elaborazione delle dotazioni di organico richiedono confronti ed interazioni con le regioni e gli enti locali, in quanto titolari di specifiche ed importanti attribuzioni in materia di politiche scolastiche nei rispettivi territori”.

Le Regioni, insieme agli Enti locali, possono promuovere al più presto un incontro con il mondo della scuola ed utilizzare questi spazi previsti nella citata circolare 21/11 per chiedere con forza la revoca di detta circolare ed il ripristino della piena legalità attuando le sentenze del TAR.

$ – Le iniziative legali

È auspicabile che finalmente la politica intervenga a tutti i livelli e che con un’azione unitaria possa efficacemente contrastare questa politica scolastica governativa.

Ma l’auspicio non è certezza; quindi dobbiamo anche ora preparaci a farci carico dell’inerzia della politica e preparare ancora una volta le azioni legali.

Quali sono le possibili iniziative?

a) Utilizzare subito le sentenze del Tar per contestare davanti ai tribunali ordinari:

    1. le mancate nomine a tempo determinato o a tempo indeterminato per l’effetto della riduzione illegittima degli organici degli anni scorsi;
    2. i trasferimenti d’ufficio per effetti delle contrazioni illegittime degli organici;

b) Impugnare subito la circolare 21/11 con richiesta di sospensione per la conclamata illegittimità già dichiarata dal Tar.

Il Tavolo Toscano per la Difesa della Scuola Statale chiederà subito un incontro all’Assessore regionale all’istruzione per valutare le possibilità di una iniziativa unitaria a livello regionale, nello stesso tempo, avvalendosi della collaborazione della sezione toscana dei Giuristi Democratici, coordinata per l’occasione dall’avv. Corrado Mauceri è a disposizione per ogni attività di consulenza e di assistenza legale.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Valutazione Scuola Pubblica – 18 Marzo –

valutazione scuola pubblica – volantino 18 marzo

Pubblicato in Documenti | Lascia un commento

Petizione al Presidente della Repubblica Napolitano

petizione_napolitano_mod_a

petizione_napolitano_mod_C

Pubblicato in Documenti | Lascia un commento

Documenti Stati Generali

Inseriti in Documenti le relative proposte del Tavolo Regionale per gli Stati Generali

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento